Skip to main content
Per la critica della cultura

Il lato oscuro della ragione: sogno e follia in Kant, Hegel e Francisco Goya

By Luglio 2, 2026Luglio 23rd, 2026No Comments2 min read

Marco Duichin

SFI, Società Filosofica Italiana
Internationale Burckhardt Akademie — Sezione italiana

Pietro Stampa

Facoltà di Medicina e Psicologia, Sapienza Università di Roma
Dipartimento di Scienze Umane, LUMSA Università di Roma

Status animae, in quo perceptiones dominantes obscurae sunt
est regnum tenebrarum.

A.G. Baumgarten, Aesthetica, II, 1758

Abstract

L’interesse per il sogno e la follia, intesi come perdita di un mondo condiviso con gli altri e ingresso dell’individuo in un mondo privato governato da una logica personale slegata dallo stato di veglia e dal sentimento comune, ricorre in almeno tre opere di Kant: Saggio sulle malattie della testa (1764), I sogni di un veggente (1766) e Antropologia pragmatica (1798). Anche Hegel, fin dalla giovane età, mostrò un forte fascino e un precoce interesse per le questioni psicopatologiche (stati alterati di coscienza, sogni profetici, sonnambulismo, catalessi, stregoneria ecc.), alle quali dedicò intriganti riflessioni in diverse opere di periodi differenti: dal Manoscritto di Berna “Filosofia dello spirito soggettivo” (1794/95) alla “Fenomenologia” (1807), dalla “Propedeutica  filosofica” (1808 e segg.) all’ “Enciclopedia delle scienze filosofiche” (1830). Partendo dalle osservazioni dei due filosofi, questo saggio si propone di evidenziare i legami concettuali tra il loro pensiero e quello di alcuni rinomati psicologi e psichiatri del XIX e XX secolo (Pinel, Janet, Adler, James, Binswanger, Freud ecc.). D’altro canto, il saggio si propone anche di mostrare – nell’ambito di un’idea di   ragione che risale a Eraclito (circa 544/483 a.C.) – alcuni motivi oscuri, non sempre adeguatamente evidenziati in passato, presenti nelle opere figurative e letterarie della fine del Settecento (ad esempio, L’incubo di Fuseli, La ballata del vecchio marinaio di Coleridge e, in particolare, la tavola n. 43 dei Caprichos di Goya, Il sogno della ragione produce mostri), dove emerge un «lato oscuro» dell’attività psichica, emblematicamente descritto come il criptico rapporto tra sogno e follia.

Lebenswelt – Aesthetics and Philosophy of Experience,19, 2021

Il testo integrale dell’intervento è reperibile qui